Il Venerdì Santo a Teramo

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Il Venerdì Santo a Teramo

Messaggio  Abru il Sab Dic 10, 2011 6:16 pm

Introduzione

(da Kataweb)
La Settimana Santa a Teramo non annovera riti particolari. Ma il Venerdì santo la città è animata da ben due processioni molto antiche, tanto care ai teramani e conosciute anche nelle regioni limitrofe. Si tratta della Processione della Desolata, che si svolge all'alba, e quella del Cristo morto, molto più imponente, che si snoda la sera. La loro origine è certamente medievale, anche se quella del Cristo morto presenta ormai caratteri che mostrano influssi barocchi. Tre le confraternite che curano i riti del Venerdì santo: la Confraternita di Santa Maria della Cintola (detti Cinturati), l'Arciconfraternita dell'Annunziata e la Confraternita del Sacramento.
Grande la differenza tra i due sacri cortei: il primo è molto semplice, con la presenza della sola Addolorata, il tutto in un'atmosfera fredda, buia e silenziosa, con la presenza (se si escludono i turisti) di fedeli fortemente motivati; il secondo è formato invece da una serie di statue e simboli cristologici che tendono ad impressionare e così esteriorizzare la fede del popolo.
In questa sede cercheremo di trattare al meglio le due processioni.
Ultima curiosità prima di iniziare: nessuna di queste celebrazioni interessa direttamente la Cattedrale, chiesa primaziale della città e diocesi.
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Re: Il Venerdì Santo a Teramo

Messaggio  Abru il Sab Dic 10, 2011 7:44 pm

La Processione della Desolata

Questa processione, unica in tutto l'Abruzzo, è una delle prime rappresentazioni sacre nate in Abruzzo. La sua origine si deve alla Confraternita della Madonna della Cintola. Essa nacque verso il 1260 ed ebbe inizialmente sede nella chiesa, oggi scomparsa, di San Giacomo, da cui poi, alla fine del secolo, essi si trasferirono nella vicina chiesa di Sant'Agostino, dove ancora oggi ha sede. E' proprio durante questo spostamento, quindi verso il 1290, che nacque la Processione della Desolata. Questo particolare rito, semplice e commovente, rappresenta il disperato cammino della Madonna alla ricerca di Gesù condannato a morte e perciò anche il dolore di tutte le madri che hanno perso il proprio figlio.
Fin dalle tre del mattino iniziano a girare in città alcune persone che suonano le troccole, visto che le campane sono ''legate'', per annunciare l'imminente uscita della processione. Alle quattro, dalla chiesa di Sant'Agostino parte il doloroso cammino di Maria. Non c'è la banda, solo un gruppo di donne velate di nero che cantano alcuni canti della Passione tipicamente teramani.
Sono sempre le donne che, scortate dagli uomini della Confraternita, portano a spalla la statua lignea della Madonna, che percorre lentamente le strade ancora deserte della città e seguita dai fedeli con fiaccole in mano. La processione si ferma in sette chiese della città, a rappresentare la dolorosa cerca della Vergine. Nelle prime sei chiese (Cuore Immacolato di Maria, Cattedrale, Santo Spirito, il Carmine, Madonna delle Grazie e Sant'Antonio; qui si unisce la Municipalità) la ricerca è vana. Alla fine (sono ormai le sette e il sole è spuntato) l'Addolorata arriva alla chiesa dell'Annunziata e qui trova, disteso sul cataletto, suo Figlio ormai morto. E' certamente questo il momento più struggente di tutta la rappresentazione, quando la Madre si ricongiunge al prorio Figlio Gesù. Dopo una breve celebrazione, la Madonna torna velocemente alla non lontana chiesa di Sant'Agostino, dove resterà esposta fino al giorno dopo.

Le canterine.






Il passaggio su Corso De Michetti, nei pressi della chiesa di Sant'Antonio.


La Madonna esce dalla chiesa di Sant'Antonio.


La processione entra nella chiesa di Santo Spirito.

Attualmente, dopo il terremoto del 2009 (anno in cui la processione fu molto dimezzata, arrivando a toccare solamente tre chiese), a causa dell'inagibilità di Sant'Agostino, il rito inizia dalla Cattedrale e così, per raggiungere le sette chiese stabilite dalla tradizione, si è tornati a fermarsi a San Domenico.

La processione nei tempi passati

L'attuale statua della Desolata, lignea, è degli anni '20; sappiamo che fino al 1899 si utilizzava la bellissima statua vestita oggi nella chiesa di San Benedetto, ma rimane ancora un mistero quale simulacro sia stato utilizzato in questo lasso di tempo. Altri fonti ci informano che fino alla prima metà dell'Ottocento la Madonna arrivava nella chiesa dell'Annunziata e trovava il simulacro del Cristo alla colonna, quindi ancora vivo. Questo era, ed è, collocato nella chiesa di Santo Spirito e veniva portato processionalmente all'Annunziata la sera del Giovedì santo. Inoltre, fino al 1940, al posto della chiesa del Cuore Immacolato ci si fermava in quella di San Matteo, ma dopo la sua distruzione si introduse la sosta nella chiesa di San Domenico, almeno fino al 1956 quando avvenne la consacrazione della chiesa del Cuore Immacolato, che andava a sostituire la parrocchia di San Matteo.


Alcune curiosità...

Più volte la Processione della Desolata è stata colpita, nel bel mezzo del suo percorso, da un violento temporale. Se ne ricordano a decine di processioni ''piovose'', ma certamente sono memorabili quelle del 1992 e 2005.

Nel primo anno la tempesta scoppiò nel tratto iniziale, lungo Corso San Giorgio, quindi statua e fedeli ripararono tutti nella chiesa del Cuore Immacolato, alla fine della via; la pioggia sembrò ad un tratto cessare, per cui il corteo riprese il suo percorso, ma appena uscita la processione fu colpita nuovamente dalla pioggia. Il corteo si dovette fermare questa volta in Cattedrale e i fedeli, bagnati fino alle ossa, pur sapendo che ormai era impossibile continuare la processione, decisero di aspettare il momento in cui la pioggia fosse iniziata a diminuire per poter perlomeno permettere il rientro in Sant'Agostino, cosa che avvenne verso le h 5.30.

Nel 2005, invece, la processione era appena entrata nel Santuario della Madonna delle Grazie che subito, fuori, iniziò a piovere. Si aspettò quindi che smettesse di piovere e, nel frattempo, tutti i teramani poterono notare con commozione una singolare coincidenza: sull'altare della chiesa, trionfante e coronata, c'era la Madonna delle Grazie, con il suo Figlioletto sulle gambe; e lungo la navata, invece, c'era anche la Vergine, ma questa volta triste e disperata, che si affannava a trovare Gesù.

La statua della Desolata era originariamente portata dagli uomini della confraternita; all'inizio del '900, però, la scarsità di membri portò ad una richiesta esterna, tra cui anche le donne. Queste ebbero il permesso ufficiale di recare sulle spalle il simulacro nel 1921.


- Foto di F. Giuliani, mie o tratte dal web
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Re: Il Venerdì Santo a Teramo

Messaggio  Franco Stanzione il Lun Dic 12, 2011 9:45 am

Carissimo, ti ringrazio per queste informazioni che utilizzerò, ovviamente citandoti, per fare sul sito una monografia sul Venerdì Santo a Teramo. Ti scriverò quindi in seguito per chiederti altre eventuali (sicuramente) foto o info. Ciao e grazie ancora.

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Re: Il Venerdì Santo a Teramo

Messaggio  Abru il Mar Dic 20, 2011 5:28 pm

Certamente Franco, sarò sempre disponibile. Volevo fare qui una piccola correzione a quanto ho scritto sopra: ad essere chiamati dai teramani Cinturati non sono i confratelli di Santa Maria della Cintola, ma quelli dell'Annunziata, per i motivi che spiegherò nel post successivo.

P.S.: un'ultima precisazione: mi sembra quasi scontato dire che le chiese dove sosta la Desolata sono quelle dove vengono allestiti i "Sepolcri".
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Re: Il Venerdì Santo a Teramo

Messaggio  Abru il Mar Dic 20, 2011 7:22 pm

La Processione del Cristo morto

Come per la processione della Desolata, da secoli la processione del Cristo morto vede la cura di una congrega, l'Arciconfraternita dell'Annunziata, con sede nell'omonima chiesa, i cui membri sono detti Cinturati perchè sul petto, sopra la tunica bianca, hanno una fascia azzurra. In segno di lutto, il Venerdì santo questa fascia è nera (i 12 portatori del baldacchino del Cristo, divisi in quadriglie da 6, portano anche una tunica viola). Ad organizzare la processione, per antichi prilivegi, concorre anche la Confraternita del Sacramento nella chiesa del Carmine (tunica nera e mozzetta verde) che, nella realtà dei fatti, non possiede nessuna delle statue che sfilano in processione. I confrati del Sacramento, assieme a quelli invitati di Santa Maria della Cintola la cui immagine della Desolata rimaneva anticamente all'Annunziata per poter essere utilizzata la sera, hanno l'onore di portare alcuni simulacri.

I documenti più antichi riguardo a questa processione datano al '500, ma si può presupporre un'origine di molto anteriore, medievale come la Desolata. I connotati attuali risalgono ovviamente al periodo barocco, anche se quella che vediamo oggi è il frutto di alcune modifiche attuate negli ultimi due secoli. Leggiamo, in un breve testo del 1854 di Raffaele D'Ortensio, che alla processione prendeva parte la sola Congrega dell'Annunziata; il sacro corteo era aperto da una rappresentazione lignea della Morte con tanto di falce; seguivano quindi un giovanetto biondo che impersonava San Michele, una grande Croce, tutti i confratelli disposti in due file inframezzati da bambini impersonanti angeli che recavano tra le mani i simboli della Passione; ancora le tre croci del Calvario, il Cristo morto e l'Addolorata preceduta dalle addoloratine, bambine che per grazia o per voto venivano fatte sfilare dalle famiglie (le più grandicelle a volte andavano di loro spontanea volontà) abbigliate proprio come la statua di Maria; chiudevano, dopo le autorità civili e militari, i seminaristi che recitavano le preghiere, un coro che accompagnato dall'orchestra intonava lo Stabat Mater e la banda di Teramo. Il D'Ortensio ci informa anche che la processione usciva alle 21 e rientrava oltre la mezzanotte, e forse faceva il percorso inverso dell'attuale visto che quando la processione sbucava sulla Via del Trivio (odierni Corso Cerulli e Corso De Michetti) aveva alle spalle la facciata della Cattedrale, mentre oggi, dopo aver oltrepassato Porta Reale, se la ritrova davanti.

Oggi invece possiamo notare varie diversità: l'ordine di alcuni simulacri è stato invertito, ci sono state delle aggiunte, al posto degli angioletti con i simboli abbiamo delle vere e proprie sculture, il San Michele vivente è stato sostituito nel 1947 da una statua lignea (per volere del vescovo Gremigni che aveva notato il cicalio diffuso che all'uscita dalla chiesa il bel giovanotto provocava tra le ragazze), e infine al posto dello scheletro della Morte c'è la più confortante rappresentazione della Fede. Vediamo qui adesso lo svolgimento della processione.

Dopo la solenne celebrazione della Passione, alle ore 18.30, il corteo esce dalla chiesa dell'Annunziata, aperto dalla pesante croce lignea con il panno bianco del sudario; un tempo l'uomo che la portava sfilava incappucciato perchè la sua identità rimanesse oscura; segue il gonfalone azzurro dell'Annunziata con il Crocifisso argenteo, portato, come la Croce, dalla confraternita della Cintola. Ecco quindi San Michele, onere del sodalizio del Sacramento, e, preceduta da due giovani membri della Cintola (nel 2011 sostituiti da due Cinturati), la Fede con il suo vaporoso mantello bianco e la Croce tra le braccia, portata invece da donne elegantemente vestite di nero (con tanto di fazzoletto bianco e velo sul viso). Vengono quindi i simboli della Passione, artistiche statue lignee portati anch'essi dalle donne. In ordine sono:
- l'Angelo consolatore circondato dalla spada con cui Pietro ferì Malco, dalle catene e dai bastoni con cui Gesù fu percosso e dalle lanterne usate dai soldati per farsi largo di notte;
- il gallo assieme alla mano che schiaffeggiò Cristo e alla borsa dei 30 denari appesse al tronco su cui Giuda s'impiccò;
- le insegne romane (aquila, lancio, bandiera con S.P.Q.R. e gladio);
- la colonna con le fruste e la corda usata per legare lì Gesù;
- il mantello purpureo con la corona di spina e la canna;
- la brocca, il lavabo e il panno utilizzati da Pilato quando si tolse di dosso ogni responsabilità sulla condanna di Cristo;
- la scala con i chiodi, le tenaglie e i martelli, con tanto di due angeli in adorazione;
- il Calvario, con le tre croci dei condannati spoglie e la scritta INRI sulla centrale (simbolo portato dagli uomini della Cintola perchè più pesante degli altri);
- la veste di Gesù con i dadi;
- la spugna e la lancia assieme allo scudo, all'elmo e alla spada di Longino.
Quindi, preceduto dal clero, è il grandioso cataletto del Cristo morto, molto pesante, la cui preziosa coltre nera scende fino a terra e, per permettere ai portatori di camminare, viene sorretta e tenuta in alto da un gruppo di donne. E' l'unico simulacro portato dai Cinturati. Vengono ancora una ragazza vestita di nero impersonante la Veronica, affiancate da altre due anch'esse a lutto; e così appare, preceduta dalle canterine che intonano le lamentele, la bellissima Addolorata, distrutta dal dolore e con le braccia spalancate in segno di pietà, alta sulla sua superba portantina dorata realizzata nell'anno 1900. E' portata dai membri della Cintola ed è seguita da un gruppo di bambine (le addoloratine) vestite come la Madonna. Chiude la processione la banda.

Il corteo attraversa tutto il centro storico, compiendo un percorso poco dissimile da quello della processione della Desolata; davvero suggestivo il passaggio su Corso San Giorgio, quando è possibile avere una vista completa di tutti i simulacri. Al passaggio in Piazza Martiri della Libertà, il corteo si ferma per qualche minuto e il Vescovo fa l'omelia. Il rientro all'Annunziata è fissato verso le 22.

Le statue
La Croce: molto pesante e portata da un solo uomo, l'attuale croce non è la stessa descritta dal D'Ortensio nel 1854. Presenta, nei quattro bracci terminali, alcune piccole luci che la rendono visibile così al buio.
Il gonfalone dell'Annunziata: è il gonfalone utilizzato dai Cinturati ed è costituito da un crocifisso argenteo, settecentesco, su cui vi sono due bellissimi drappi azzurri ricamati cuciti insieme, dono del 1847 della famiglia Bonolis. Nella parte inferiore del drappo è rappresentata l'Annunciazione.


San Michele: simulacro ligneo e policromato del XVII secolo, di uno scultore locale.


La Fede: statua vestita con una tunica e un mantello bianchi; lo sguardo è rivolto al cielo e tra le braccia ha una croce. E' ottocentesca e comunque successiva al 1854 visto che nella cronaca del D'Ortensio non compare.
I simboli della Passione: sono lignei e in numero di 10, anche se alcuni di essi raggruppano in uno solo più simboli. Sono stati tutti realizzati dopo il 1854 da valenti artigiani locali, ad eccezione del Calvario che è più antico visto che è descritto dall'Ortensio. Possiamo riscontrare l'uso del Calvario in una località della provincia, Atri, dove è documentato fin dal '600: certamente Teramo avrà visto dalla processione atriana.
Il Cristo morto: l'attuale Cristo morto è di metà '900 ed è stato scolpito dalle note ditte della Val Gardena, ma prima si usava una simulacro ottocentesco di fattura popolare ma molto espressivo (questo è oggi esposto nella parrocchiale di Garrano, frazione cittadina). Il Cristo morto poggia su un grandioso baldacchino con drappi blu, bianchi e neri, le cui aste sono sorrette da quattro angeli vestiti di azzurro, rosa, giallo e rosso; questa struttura è della prima metà dell'Ottocento. Tutto il complesso poggia sulla grande coltre di velluto nero ricamata in oro con i simboli della Passione, donata nel 1852 dai Bonolis.

Il vecchio Cristo morto.


Particolare della coltre nera.

L'Addolorata: probabilmente realizzata tra la fine del Settecento e gli inizi dell'Ottocento, le lunghe vesti nere riccamente ricamate e il cuore argenteo furono donati rispettivamente nel 1880 e 1884 dalla nobildonna Ottavia Mezucelli. Fu la lunghezza del manto a dover comportare, nel 1900, la realizzazione della portantina attuale.






Curiosità
Per ben due volte, per motivi ancora non noti, il drappo nero del Cristo morto prese fuoco. Nel 1938 (altre fonti, orali, parlano del '37), pochi minuti dopo l'inizio della processione, al passaggio sotto l'Arco di Monsignore (un cavalcavia che permetteva al Vescovo di andare dalle sue stanze in Cattedrale passando per il campanile; è stato distrutto nel 1968), oltre al drappo, prese fuoco anche un velo del baldacchino; spento subito l'incendio, il Cristo morto fu adagiato su una piccola base rettangolare lignea e la processione potè proseguire.

Nel 1994, verso le 20, al passaggio della processione su Via Trento e Trieste (una stretta strada del centro storico), un nuovo incendio danneggiò il drappo e ancora oggi si può notare il rammento. Intrerpretato negativamente, per alcuni anni si decise di non toccare più quella via.

Video
Tre video sulla processione del Venerdì santo a Teramo:




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Re: Il Venerdì Santo a Teramo

Messaggio  Abru il Ven Dic 23, 2011 6:17 pm

Alcune foto della Processione del Cristo morto:

Passaggio in Piazza Martiri della Libertà(foto di R. Michilli)


Passaggio in Piazza Martiri (foto di R. Michilli)


L'Addolorata davanti il Vescovado, in Piazza Martiri (foto di R. Michilli)


I simboli della Passione in Corso San Giorgio (da IlCentro.it)


La sosta della processione in Piazza Martiri (da IlCentro.it)


(foto di L. Adriani)


Il Cristo morto in Corso San Giorgio (foto di L. Adriani)


La discesa di Via Vittorio Veneto (foto di L. Adriani)
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Re: Il Venerdì Santo a Teramo

Messaggio  Abru il Sab Dic 24, 2011 3:43 pm

Un video con delle foto sulla processione della Desolata, alcune anche un po' vecchiotte:


I canti che potete sentire sono quelli cantati dalle donne nel corso della processione.
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Re: Il Venerdì Santo a Teramo

Messaggio  Abru il Dom Dic 25, 2011 9:34 pm

Il culto dell'Addolorata a Teramo
La venerazione mariana a Teramo è da sempre molto radicata. Basti pensare al noto Santuario della Madonna delle Grazie, la quale è considerata compatrona della città e solennemente festeggiata il 2 Luglio. Anche la devozione verso la Vergine Addolorata è molto sentita dai teramani. Non esiste una vera e propria celebrazione apposita: in un certo qual modo, i dolori di Maria vengono ricordati nella toccante Processione della Desolata della mattina del Venerdì santo.
Molte chiese di Teramo,specialmente confraternali, posseggono immagini dell'Addolorata.
La Confraternita della Madonna della Cintola è quella che più di tutte cura il culto verso l'Addolorata: non a caso infatti la statua della Desolata è custodita nella loro chiesa, Sant'Agostino. L'attuale statua, degli anni '20, sostituisce una precedente più antica, perduta, che a sua volta andava a rimpiazzare il simulacro vestito della Madonna dei 7 Dolori che dal 1899 si trova nella chiesa di San Benedetto, annessa al convento dei Cappuccini. Questo simulacro prese posto in una cappella laterale, dove anticamente c'era un'altra statua che i Cappuccini esponevano sull'altar maggiore nel mese di Settembre. Oggi i Cappuccini non ci sono più, ma la tradizione dell'esposizione continua ancora con la statua venuta da Sant'Agostino.

Oltre a queste due chiese, altri templi annoverano immagini dell'Addolorata. Si tratta della chiesa del Carmine, con la confraternita del Sacramento, della chiesa di Sant'Antonio, con la congrega dell'Immacolata, e infine della chiesa dell'Annunziata con l'Arciconfraternita dei Cinturati, la cui statua sfila in processione il Venerdì santo.
Altra immagine della Vergine afflitta dal dolore si trova nel Santuario della Madonna delle Grazie, ma in questo caso si tratta di un dipinto su tela dell'anno 1900, opera di Pasquale Celommi (Montepagano, fraz. di Roseto degli Abruzzi, 1851 - Roseto degli Abruzzi, 1928).

L'Addolorata del Carmine (XVIII sec.)


L'Addolorata di Sant'Antonio (XVIII - XIX sec.)


Il quadro di Pasquale Celommi (da http://www.celommi.com/)
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Re: Il Venerdì Santo a Teramo

Messaggio  Franco Stanzione il Sab Gen 21, 2012 1:06 am

Ciao, in anteprima ti do il link della monografia che ho realizzato su Teramo, grazie al tuo aiuto.

http://lamiasettimanasanta4b5.blogspot.com

Dimmi se ti piace, e dammi il tuo nome e cognome per la citazione del testo.

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Re: Il Venerdì Santo a Teramo

Messaggio  Abru il Ven Feb 03, 2012 4:22 pm

Perfetto! Molto ben fatto come dopotutto tutte le altre pagine sulla Settimana Santa! Smile
Volevo solo far presente due cose:
1- la notizia, tratta da Wikipedia, secondo la quale la statua della Desolata, dopo la processione, viene portata in forma privata in Cattedrale, è assolutamente falsa. Non so chi ha scritto ciò, comunque molto probabilmente si sarà confuso poichè adesso, visto che Sant'Agostino è chiusa, la statua è stata collocata a San Berardo proprio accanto a quell'antico Crocifisso, altrimenti, dopo aver trovato Cristo morto all'Annunziata, la Desolata ritorna a Sant'Agostino e lì rimane Wink .

2- passeggiando per Teramo, ho scoperto che esiste un'altra immagine dell'Addolorata: è una stata lignea e policromata che si trova nella piccola chiesa di San Bartolomeo, sconosciuta ai più e praticamente diventata ''invisibile'' da quando il fronteggiante Teatro romano è coperto dalle impalcature di un lungo e discusso restauro. Nonostante ciò, la chiesetta è davvero tenuta in buone condizioni e sull'altare maggiore si trova questa effige, risalente al XV secolo ma che aveva inizialmente 'funzione' diversa: si trattava, infatti, di una Madonna con Bambino, della tipologia abruzzese, come evidenziano la postura seduta, le mani in posizione adorante e le ginocchia sulle quali un tempo era disteso il Bambin Gesù. Nel XVIII secolo, perduto il Bambino, la statua è stata adattata ad Addolorata posizionando sul petto il cuore trafitto da spade. Purtroppo non ho ulteriori informazioni in merito, e mi piacerebbe sapere se questa 'trasformazione' sia dovuta anche a qualche evento particolare.


Domanda: ma perchè la pagina sul Venerdì santo a Teramo non compare nella sezione ''La Settimana Santa in Abruzzo"?
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Messaggio  Franco Stanzione il Mar Feb 21, 2012 1:39 pm

Domanda: ma perchè la pagina sul Venerdì santo a Teramo non compare nella sezione ''La Settimana Santa in Abruzzo"?

Semplicemente perchè non l'ho ancora messa online ... quella che hai visto è solo un link per te, che puoi vedere solo tu. Ciao ... a giorni la lancio online.

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